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December
Melasma: nuovi metodi di trattamento
12 :53 PM / Blog /

Il melasma (o maschera gravidica) è una condizione purtroppo molto ben nota alle donne in età fertile. L’incidenza di questa malattia è in crescita e ormai non deve essere considerata tipica delle donne con fototipo alto ma si presenta sempre più di frequente anche nelle donne di pelle chiara. Recenti studi hanno evidenziato come all’origine della malattia non ci sia soltanto una alterazione della funzionalità dei melanociti ma come anche l’attività di tutte le altre cellule cutanee (cheratinociti e fibroblasti) sia modificata. Al dermatoscopio la cute affetta da melasma presenta un alterato e aumentato pattern vascolare. E’ stato dimostrato come ci sia una maggiore espressione del VEGF (vascular endothelial growth factor) e sembra che possa essere alterata anche l’espressione del NGFR (nerve growth factor receptor) e del NEP (neural endopeptidasi). Le terapie laser sono sconsigliate o da riservare a casi molto ben selezionati mentre oggi la ricerca farmacologica ha concentrato la sua attenzione sull’utilizzo dell’acido tranexamico al 5% e su di un enzima prodotto da alcuni funghi. Il meccanismo d’azione del acido tranexamico è quello di prevenire il legame del plasminogeno ai cheratinociti sopprimendo così la formazione di prostaglandine. In questo modo verrebbe ridotta l’attività tirosimasica e la conseguente produzione di melanina. La lignina perossidasi (brevettata con il nome di Melanozyme) è un enzima prodotto dal fungo Phanerochaete chrysosporium. Distrugge direttamente la melanina presentando scarsissimi effetti collaterali. A queste nuove terapie va affiancata la classica nota “quadrupla terapia” con la formula di Kligman-Willis modificata a base di idrochinone e tretinoina. In sostanza oggi abbiamo molteplici armi per combattere il melasma anche se la recidiva della malattia alla prima esposizione ai raggi UV deve sempre essere considerata una eventualità molto frequente